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	<title>Dunter. &#187; Andrea Casaleggio</title>
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		<title>Yes! A Torino l&#8217;accoglienza è soprattutto un sorriso.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con piacere vi presentiamo in questo post una case history sviluppata per il Marchio di Qualità Yes! Torino, Quality for Travellers, che si occupa di coinvolgere in un processo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con piacere vi presentiamo in questo post una case history sviluppata per il Marchio di Qualità <a title="Visita il sito Yes! Torino" href="http://www.yestorinohotel.it/" target="_blank">Yes! Torino, Quality for Travellers</a>, che si occupa di coinvolgere in un processo di crescita qualitativa oltre <strong>90 strutture tra Hotel e Rifugi di Torino e Provincia</strong>, sotto centinaia di aspetti legati, ad esempio, alle prestazioni ambientali, all&#8217;accoglienza, alla pulizia. La città è cambiata molto anche a livello<strong> turistico,</strong> avendo cavalcato in modo ottimale i big events dal 2006 in su (Olimpiadi, Universiadi, Europei, Arte Contemporanea, 150 anni Unità d&#8217;Italia). Per coloro che però non ci sono più stati, Torino rimane una città fredda e grigia con un vetusto stereotipo appiccicato addosso.</p>
<p>Ed ecco<strong> l&#8217;idea</strong> che ha coinvolto 20 strutture di Yes!:<strong> il gioco dei Sorrisi 2011</strong>. Ad ogni albergatore o gestore di rifugio Yes! è stato chiesto di inviare una fotografia che riflettesse il titolo del gioco. I materiali pervenuti sono quindi state pubblicati e votati su <a title="Diventa Fan " href="http://www.facebook.com/yestorino" target="_blank">Facebook</a>, creando un effetto buzz davvero interessante.</p>
<p>Per gustare il risultato, fatto di <strong>sorrisi e goliardia dei &#8220;freddi torinesi&#8221;</strong>, crediamo che la gallery parli da sola: <strong><a title="Gallery Fotografica Yes! Torino Sorrisi 2011" href="http://goo.gl/7eWPg" target="_blank">http://goo.gl/7eWPg</a></strong></p>
<p>Il gioco, inoltre, è stato molto apprezzato in rete su tutti i canali social di Yes!: oltre a Facebook, soprattutto su<a href="http://www.twitter.com/yestorino" target="_blank"> Twitter</a> e <a href="http://www.foursquare.com/yestorino" target="_blank">Foursquare</a>. Prossimamente verrà realizzato un video clip della gallery che verrà pubblicato anche su <a href="http://www.youtube.com/yestorinochannel" target="_blank">Youtube</a>, confermando <a href="http://www.yestorinohotel.it" target="_blank">Yes! Torino</a> come realtà &#8220;addicted&#8221; per la promozione turistica coordinata sui nuovi media.</p>
<p>Dunter paw <img src='http://www.dunter.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Torino TRue: la non mostra di Fabrizio Vespa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 09:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torino TRue è una non mostra curata da Fabrizio Vespa che ha realizzato gli scatti attraverso il suo iPhone. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabrizio Vespa</strong> ci iniziò a parlare di Torino TRue nel cuore dell&#8217;estate. Da allora, passo dopo passo, quello che era riposto nella memoria del suo iPhone è stato riordinato, ripreso, selezionato e stampato. <strong>Oggi incontriamo l&#8217;ideatore del progetto.</strong></p>
<p><strong>D: </strong><strong>Gli americani, quelli come te, li chiamano Iphonographer: 3 megapixel con cui fai un reportage direttamente dalla pancia della Torino che hai incontrato.Quando sei partito e quando hai iniziato a capire che, scatto dopo scatto, le foto potessero far parte di un progetto?</strong></p>
<p>«E’ stata una<strong> folgorazione al rallentatore</strong>. Il primo scatto in assoluto è stato il cartello che indica il senso unico su cui Opiemme, uno street artist cittadino aveva appiccicato la scritta “cocaina”. Questa è stata<strong> la scintilla</strong>. <strong>L’innesco</strong> è arrivato molto tempo dopo. Quando dopo una notte trascorsa nella suite dell’NH Hotel in via della Basilica sono uscito in strada: era mezzogiorno di sabato e in pochi passi mi sono ritrovato <strong>tra i banchi di Porta Palazzo</strong>. Tappa da Bertino e Bertone, il negozio di nastri e pacchi. A suggellare questo splendido contrasto tra alto e basso che ho respirato in pochi metri quadri, con una intensità assoluta, è intervenuto il commento della ragazza che era con me che ha detto:<strong> “tutto questo è molto true!”</strong> E da lì è nato Torino TRue.</p>
<p><strong>D: </strong><strong>Oggi Torino True è (come l&#8217;hai definita tu) una &#8220;non mostra&#8221;. Tra l&#8217;altro, non hai volutamente usato nessun effetto.</strong></p>
<p><strong> </strong>«E’ una non mostra perché io<strong> non sono un fotografo </strong>e credo che il telefonino sia appunto uno strumento non assimilabile fino in fondo ad un classico apparecchio fotografico. Per me <strong>il telefonino rimane uno strumento di comunicazione</strong> anche quando fa delle foto o dei video tant’è vero che quelle foto e quei video vengono quasi immediatamente dati in pasto al web. In senso più esteso l’uso del telefonino in Torino TRue è molto<strong> più simile a quello di una penna </strong>con cui, attraversando la città e i suoi spazi, annoto ciò che vedo e che mi colpisce sotto l’ottica particolare del mio personale Torinodrome. L’artista torinese <strong>Paolo Leonardo</strong> ha definito questo atteggiamento come quello di un moderno flaneur digitale. In più per aderire in pieno alla filosofia dello Stay TRue gli scatti non devono ricorrere a <strong>nessun tipo di ritocco</strong> o elaborazione da parte di qualche app.»</p>
<p><img class="size-full wp-image-3160 alignleft" title="torino True" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/10/php8MqeqVAM.jpg" alt="toretto turet" width="350" height="246" /></p>
<p><strong>D: </strong><strong>Sono tre i luoghi in cui sono esposti i 150 scatti: sabato 22 c&#8217;è il Finissage.</strong></p>
<p>«<strong>Il finissage si terrà al TAC in piazza Emanuele Filiberto</strong> angolo via Sant’Agostino: per la festa di chiusura verrà presentato il libro di Torino TRue Vol. 1 edito da Espress Edizioni. Gli scatti sono stati esposti oltre che al TAC anche allo <strong>Spazio Ferramenta</strong> di via Bellezia 8 e al<strong> Blah Blah</strong> in via Po 26. Lo scopo della mostra è soprattutto quello di promuovere<strong> <a href="http://www.facebook.com/torinotrue">la pagina Facebook di Torino TRue</a> </strong>in cui tutti sono invitati a postare e condividere gli scatti della propria Torino TRue. Così facendo la prossima non mostra sarà un’opera collettiva che potrà coinvolgere molti più locali cittadini. <strong>Alla fine l’idea di fondo è di arrivare a “truizzare” altre città italiane</strong> fino al progetto<strong> Italia TRue </strong>e di sfruttare in generale Torino TRue come uno strumento di comunicazione virale grazie naturalmente al<strong> supporto di Dunter che si è fatto carico di tutta la promozione web</strong> nonché della<strong> rielaborazione grafica</strong> delle immagini.»</p>
<p><strong>D: </strong><strong>Torino True finirà, oltre che appeso ai muri, anche su carta. Offri qualche anteprima ai lettori del blog di Dunter.? Personalmente trovo molto bella anche la scelta della copertina</strong>.</p>
<p>«Il libro è un ulteriore strumento di promozione del progetto su web e in chiave viral. Dal punto di vista grafico mi sono affidato al lavoro di<strong> Skesis, un giovane street artist torinese</strong> di cui apprezzo molto l’opera e che ho già coinvolto in alcuni miei lavori precedenti: lui si è occupato della copertina e di tutta l’impaginazione.<strong> Mentre il logo è merito di Nico di<a href="http://www.dunter.com"> Dunter.</a></strong><a href="http://www.dunter.com">»</a></p>
<p>Quindi scopri tutti gli scatti realizzati dagli altri sulla pagina ufficiale di <a href="http://www.facebook.com/torinotrue">Facebook</a> e <strong>condividi i tuoi! </strong></p>
<p>Naturalmente, <strong>stay TRue! </strong></p>
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		<title>Stefano Pesca: il progetto Vertical Stage</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 17:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vertical Stage: un'idea che si propaga. Dopo Torino e Milano, ecco l'esportazione a Bruxelles. Stefano Pesca, Art Director ed ideatore dell'Evento, ci spiega tutti i retroscena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><strong>Ma come ti è venuta l&#8217;idea del Vertical Stage?</strong></div>
<div>Direi che iniziamo con la domanda più difficile! [sorride]. Non è mai facile risalire all&#8217;origine di un&#8217;idea. Un mix di input esterni, esperienze vissute, emozioni personali che, elaborate, fungono da stimolo per l&#8217;intuizione. Parlando concretamente potrei   rispondere di essere stato ispirato dai <strong>Beatles sui tetti della Apple</strong> di Londra nel &#8217;69 o, per la spettacolarità dell&#8217;evento, dai <strong>Pink Floyd sulla laguna di Venezia </strong>nell&#8217; 89, <strong>ma anche dai &#8220;Concert dla rua&#8221; di Pont Canavese</strong>, piccolo comune nei pressi di Torino. A dir la verità, l&#8217;intenzione di separare tra loro gli elementi di una band, concependo un palco che portasse il pubblico a posizionarsi centralmente rispetto ai musicisti, mi era venuta nel marzo 2010 in fase di preparazione della 9° edizione dell&#8217;<strong> AliveFestival</strong>, iniziativa mai realizzata per mancanza di risorse economiche. Non avendo potuto finalizzare la mia idea in quella circostanza quando, a <strong><a href="http://www.paratissima.it" target="_blank">Paratissima</a></strong>, ho avuto invece l&#8217;occasione di utilizzare i balconi come palchi e non ho resistito allo stimolo: iniziando così  la mia avventura. Il progetto ha suscitato l&#8217;interesse della factory creativa <strong>eggers 2.0 </strong>che, dopo Torino, ha deciso di sposare il Vertical Stage e farsi carico della comunicazione e della amministrazione dello stesso lasciando così a me il tempo di dedicarmi alla creatività.</div>
<p></p>
<div><strong>Che differenza organizzativa c&#8217;è tra un concerto normale e questa istallazione di guerrilla marketing urbano musicale?</strong></div>
<div>Di certo, escludendo le evidenti differenze tecnico strutturali (non c&#8217;è il palco), le principali differenze da un concerto, come dici tu &#8220;normale&#8221;,  sono appunto l&#8217;inconsueta separazione dei musicisti su <strong>piani differenti e il conseguente impatto emozionale </strong>dovuto al fatto che <strong>le luci e l&#8217;audio sono posizionati direttamente sull&#8217;architettura del palazzo </strong>e lungo la via, anche lei spazio insolito per un concerto, per abitudine organizzato in spazi aperti. Sottolineerei anche particolarmente il <strong>profondo impatto sociale </strong>che il Vertical Stage fin ora ha provocato. Entrando nelle case delle persone, e dovendo lavorare fisicamente a contatto con i negozianti e le realtà di quartiere, grazie al Vertical si sono instaurate delle profonde relazioni umane con la via, il quartiere ed i suoi abitanti. E poi, per citare<strong> Samuel: &#8220;Riprendiamoci la strada. La strada è nostra&#8221;</strong>.</div>
<p>
<iframe width="500" height="311" src="http://www.youtube.com/embed/XOQ2e1m4exg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<div></div>
<div><strong> Differenze tra il Vertical di Paratissima e quello realizzato per il Fuori Salone a Milano?</strong></div>
<div><strong>Torino è la mia città </strong>e di conseguenza è stato più facile realizzare l&#8217;evento.In questo momento sicuramente è una città più adatta e più disposta a questo tipo di anomale iniziative culturali.<strong> Milano era un incognita</strong> e sopratutto non era una città molto duttile in questo senso (parlo al passato perchè spero che la nuova amministrazione non freni più iniziative simili a questa). Ci sono stati revocati i permessi a due giorni dall&#8217;evento e ora ci troviamo a dover pagare una multa molto salata.<strong> A livello di impatto</strong>, e di risposta, di pubblico e stampa l&#8217;evento è stato simile in entrambe le città, con il picco di partecipazione su Milano dove era inserito nel contesto più internazionale del Fuori Salone.</div>
<p>
<iframe width="500" height="311" src="http://www.youtube.com/embed/BUfuVs44O2g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
</p>
<div><strong>Perchè hai scelto i Motel Connection come primi artisti? Quali sono state le loro impressioni per questo esperimento?</strong></div>
<div>Quando ho concepito l&#8217;idea ero in Salento, al Babilonia di Torre St. Andrea e i Motel stavano per salire sul palco per un piccolo secret show insieme ai salentini Steela. A livello artistico l&#8217;intenzione era quella di trovare un progetto che fosse un ibrido tra una band e un live set più elettronico e loro mi sono sembrati gli artisti più adatti.<strong> Li è partita la proposta</strong>. Dal lato loro, li ho subito trovati disponibili e mi hanno dimostrato fin dal principio di confidare nel progetto.</div>
<p></p>
<div><strong>L&#8217;evoluzione naturale è l&#8217;Europa. Cosi ci aspetta tra pochi giorni?</strong></div>
<div>Ora sono in procinto di realizzare l&#8217;evento sul<strong> balcone del Parlamento Europeo</strong> di Bruxelles, inserendolo all&#8217;interno dello YO!Fest, organizzato dall<strong><a href="http://www.youthforum.org/" target="_blank">&#8216;European Youth Forum</a></strong>, e di conseguenza la mia volontà sarà di esportarlo in altre capitali europee<a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=251447854887138" target="_blank"> [ecco l'evento su Facebook]</a>. In Belgio ho dovuto rivedere in parte il concept artistico in quanto il balcone è uno solo e si trova in una piazza e non in una via, ma l&#8217;occasione di realizzare il Vertical in un contesto simile non capita tutti i giorni e così ho accettato la sfida. A livello artistico le idee di integrazione sono molteplici ma preferisco non svelarle. A tal proposito volevo ringraziare per aver creduto nell&#8217;idea<strong> Alfa Mito.</strong></div>
<div><strong></p>
<pr>
Sappiamo che a causa della particolarità dell&#8217;evento ogni volta è molto difficile ottenere i permessi per realizzarlo. Cosa ti spinge ad andare avanti nonostante le difficoltà?</strong></div>
<div>[ride di gusto]&#8230;..è quello che mi chiedo sempre anche io. Come ho già detto l&#8217; incoscienza sicuramente la fa da padrone ma anche l<strong>&#8216;adrenalina che si genera quando si fa qualcosa di atipico e inconsueto.</strong> L&#8217; ansia è sempre molta, la paura che qualcosa vada storto, che non funzioni come si era pensato: insomma, si creano le stesse aspettative dell&#8217;artista che deve salire sul palco e deve assolutamente soddisfare i fans. Dopo che l&#8217;evento è stato realizzato mi sento particolarmente leggero, appagato dall&#8217;aver contribuito alla felicità altrui, di aver generato<strong> emozioni positive</strong>&#8230; e come diceva Oscar Wilde &#8221; l&#8217;ansia è insopportabile. Spero solo che duri per sempre&#8221;</div>
<p></p>
<div>Quindi, cari lettori di dunter.com: per chi avrà possibilità, l&#8217;appuntamento con <strong>Al Doyle Dj Set (HotChip) + Motel Connection Dj Set + Compact Disk Dummies è fissato alle ore 20 </strong>in Piazza Louxembourg a Bruxelles.</div>
<div><strong> </strong><br />
<br />
Per chi non potrà esserci: ecco lo<strong> streaming</strong> sul sito <a href="http://www.verticalstage.org" target="_blank">http://www.verticalstage.org</a> o la</div>
<div>Twitter Cronaca da dietro le quinte <strong>@verticalstage</strong></div>
<div>God save the Vertical.</div>
</div>
<div><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></span></div>
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		<title>Vuoi fare la reclame? Incontra i direttori creativi.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Associazione Parola di Li organizza incontri tra giovani creativi e professionisti del mondo della comunicazione. Un evento annuale per la creazione di un confronto tra coloro che escono dal mondo universitario e coloro che lavorano in questo settore. In memoria di Lietta Marucco, copywriter torinese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un invito ad un aperitivo. Un locale, lo Zero. Una serata uggiosa, Piazza Vittorio e la sua gente tutta sotto i portici. Incontro Anna Ponti e Lorenzo De Palo, con cui collaboriamo in altri progetti. La mia disattenzione cronica mi aveva completamente assentato da quello che era lo scopo della serata. Leggo quindi il volantino sorseggiando un mojito e scopro un mondo, o meglio un&#8217;azione, con un&#8217;intenzione molto particolare. Settoriale, concreta, chiara. E quindi ecco questa micro intervista: se vorrai &#8220;fare la reclame&#8221; potrebbe interessarti.</p>
<p><strong>Come nasce l’associazione Parola di Lì?</strong></p>
<p>L’associazione Parola di Lì nasce<strong> nel 2oo9 in ricordo di Lietta Marucco</strong>. Brava e testarda copywriter che abbiamo avuto la fortuna di avere come amica e collega. Dopo l’incidente che ce l’ha portata via è nata quasi subito l’idea di creare<strong> un’associazione capace di portare avanti nel tempo i suoi valori</strong>, la sua passione e la sua estrema, a volte quasi esagerata, sincerità. Lietta era così, se pensava una cosa la diceva, senza fare distinzioni, in questo senso, tra vita privata e vita lavorativa. Questo approccio a noi piaceva tantissimo.</p>
<p><strong>Quali sono gli scopi e gli obiettivi dell&#8217;Associazione?</strong></p>
<p>L’associazione ha come obiettivo principale quello <strong>di aiutare i giovani creativi in quel delicato momento di passaggio</strong> tra la fine degli studi e l’entrata nel mondo del lavoro. Ci siamo passati tutti e sappiamo bene come quel periodo sia caratterizzato da paura, confusione e mancanza di senso della realtà. <strong>Parlare, confrontarsi, entrare in contatto con persone </strong>che quel lavoro lo fanno da anni, professionisti, creativi, che da sempre si scontrano con tutte le gioie e tutti i dolori di questo lavoro è sicuramente un metodo efficace per prepararsi e soprattutto per capire quale sia effettivamente il miglior modo per iniziare a concretizzare. Per questo l’Associazione ad oggi si concentra in particolare su questo:<strong> creare delle opportunità e delle occasioni di confronto </strong>sincero tra il mondo del lavoro e i giovani.</p>
<p>Ecco il teaser 2011.</p>
<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/J6qL0nw7HG8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vuoi fare la Rèclame. Cosa, Come, dove, perché.</strong></p>
<p>“Vuoi fare la Réclame?” è una serata nel corso della quale i giovani creativi hanno la possibilità di confrontarsi, attraverso una specie d<strong>i colloquio informale, con direttori creativi e professionisti delle principali realtà torinesi</strong> del mondo della comunicazione. L’iniziativa è aperta a tutti i ragazzi con un<strong> età non superiore ai 28 anni</strong>. L’anno scorso abbiamo avuto circa<strong> 80 iscritti e 14 direttori creativi</strong> riuniti nello stesso luogo, che hanno deciso in maniera del tutto volontaria di mettere al servizio dei giovani la propria esperienza, i loro consigli e il proprio punto di vista. È stata una grande serata e moltissime idee ed energie sono state messe in circolo. Visti gli ottimi risultati dell’anno scorso, quest’anno, per la seconda edizione di “Vuoi Fare la Rèclame?” stiamo cercando di aumentare sia il numero di iscritti che il numero di professionisti aderenti all’iniziativa. E data la location particolarmente suggestiva stiamo anche organizzando una <strong>bella festa, con aperitivo, musica dal vivo e Dj Set </strong>per chi avrà voglia di partecipare alla serata.<strong> Perché i colloqui sono solo per i giovani ma il divertimento è aperto a tutti</strong>. Agli amici di Lietta e dell’associazione e a tutti coloro che desiderano farne parte.</p>
<p><strong>E se i giovani lettori del blog di Dunter volessero parteciparvi?</strong></p>
<p>Per partecipare basta andare sul sito <a href="http://www.lietta.it" target="_blank">dell&#8217;Associazione</a>, iscriversi all’evento compilando il form on line, e recarsi con una selezione dei propri lavori il 13 luglio alle 19.30,  presso il Cortile della Farmacia in via Giolitti 36. <strong> Ad ogni iscritto è garantito almeno un colloquio</strong> con uno dei professionisti presenti alla serata.</p>
<p>Ulteriori canali dove star in contatto con Parole di Li:<a href="http://www.facebook.com/pages/Parola-di-L%C3%AC-Associazione-Lietta-Marucco/174296195935898?ref=ts" target="_blank">Facebook</a> e  su Twitter cerca e segui <strong>@paroladiLi</strong></p>
<p>Quindi, Passa-<strong>parola</strong>, <strong>di Li</strong> naturalmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo: chatta con due svizzeri DOC e vinci una vacanza</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 09:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due signori svizzeri che partono dall'alto delle loro montagne, arrivano in città con il trattore ed entrano in un bar: iniziano a chattare tra di loro e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/05/Svizzera-e1306748732408.png"><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/05/Svizzera1-e1307110306273.png"><br />
</a><br />
</a>Ecco una campagna all&#8217;insegna della interattività, dedicata al turismo. Una app molto ben studiata: un video, una musichetta tipica come colonna sonora<strong>, due simpatici montagnini </strong>che partono dalle alte vette, inforcano un trattorino e arrivano in città. Ecco che inizia il vero (e vincente) &#8220;contrasto&#8221;: i due entrano in bar, aprono i loro pc e non si parlano se non via chat di Facebook. Sogghignano, ordinano un cappuccio, e poi&#8230; <strong>ti chiedono di entrare in contatto con loro!</strong></p>
<p>Un po&#8217; anche come dire<strong> &#8220;E noi svizzeri saremmo chiusi? In realtà siamo molto più interattivi di quel si pensi!&#8221;</strong> . Il tutto ti porterà a partecipare ad un concorso con premio una vacanza che evidenzia tutte le migliori caratteristiche elvetiche, dopo aver analizzato la tua &#8220;web-dipendenza&#8221;:<strong> una baita in montagna senza telefono e senza internet.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/05/Swizerland2.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-2791" title="Swizerland2" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/05/Swizerland2-680x177.png" alt="" width="680" height="177" /></a> </strong></p>
<p>Un paradosso, amplificato interattivo ed allegro, che comunica i valori e li posiziona perfettamente sul mercato come club di prodotto. Cioccolato, orologi, <strong>un&#8217;attitudine 2.0 e.. il silenzio, quindi. </strong><strong><a href="http://chat.myswitzerland.com/playMovie.php?language=it" target="_blank">Clicca qui e vinci la Svizzera!</a></strong> e, se sei una fanciulla, occhio che quei due vecchietti sembra siano davvero tremendi <img src='http://www.dunter.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Storify: scrivi articoli per un giornalismo 3.0</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 08:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Storify: scrivi articoli per un giornalismo 3.0. Ecco una nuova Start-up di assoluto interesse: Storify. Un social network per il giornalismo che include potenzialità enormi sia per i professionisti che per gli amatori dei blog settoriali e territoriali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/05/storify-screenshot3x2.png"><br />
</a>Ecco una nuova Start-up di assoluto interesse: <a href="http://www.storify.com">Storify</a>. Un social network per il giornalismo che include potenzialità enormi sia per i professionisti che per gli amatori dei blog settoriali e territoriali.  Oggi mi sono iscritto a Storify (la registrazione avviene anche tramite il tuo profilo Twitter ed è velocissima).</p>
<p>A primo impatto è semplice e molto intuitivo: permette di inserire un articolo, segnalandone il titolo e potendo inserirne il testo. Successivamente il passo di <strong>interconnessione con Twitter, Facebook, Flickr, Youtube, Google</strong>&#8230; infatti è possibile sfruttare i motori di ricerca all&#8217;interno delle piattaforme descritte ed inserire (e collegare) al tuo articolo qualsiasi fonte possa essere utile ad esplicitare e a portare contenuti extra al tuo pezzo.<strong> Le potenzialità di condivisioni crescono quindi a dismisura</strong> e la semplicità nel recuperare foto, fonti e utenti targettizzati al tuo post è pressoché illimitata nelle sue sfumature, permettendo di farcire il proprio racconto tracciando sempre più al meglio i propri confini di visione e di pensiero nei confronti dei lettori.</p>
<p><strong>Sembra la scoperta dell&#8217;acqua calda</strong>: ma l&#8217;idea di abbandonare il &#8220;copia e incolla&#8221; e la formattazione dei contenuti, l&#8217;inserimento degli interlink potrebbe essere veramente una svolta per coloro che quotidianamente scrivono su un proprio blog. Ma l&#8217;evoluzione principale di questo strumento di organizzazione è rivolto soprattutto alla categoria dei &#8220;<strong>citizen journalism</strong>&#8220;.</p>
<p>E poi la chicca finale: quando avrai terminato la tua prima storia è completata, potrai chiaramente linkarla nei social network, oppure <strong>copiare il codice <em>embed</em>e ed inserirlo in qualsiasi sito web, </strong>esattamente come avviene per i video di Youtube.</p>
<p>Il sito è stato<strong> testato per mesi dalle redazioni delle principali testate</strong> giornalistiche mondiali: Washington Post, New York Times e Bbc. I dati parlano chiaro: <strong>più di 4 milioni di utenti solo a marzo.</strong></p>
<p>Ecco il video di presentazione:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/13950163?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="500" height="375" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Lo stato delle Web TV italiane: intervista a Franco Ferrero</title>
		<link>http://www.dunter.com/lo-stato-delle-web-tv-italiane-intervista-a-franco-ferrero/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 11:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo stato delle Web TV italiane: intervista a Franco Ferrero. Numeri, sviluppi, mission, vision della FEMI ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciao Franco, partiamo dal tuo rapporto con la comunicazione con la C maiuscola. Una storia che nasce anni fa e si sviluppa fino ad arrivare al pianeta delle Tv Web. Cosa ti ha attratto e quali i primi progetti in questo ambito?</strong></p>
<p>Una lunga storia. Ho cominciato a scrivere quando avevo 22 anni, battevo gli articoli con la macchina da scrivere portatile e li portavo a mano alla redazione , da cui venivano trasmessi via fax. Niente cellulari e niente PC, riuscite a crederci? Da allora ho continuato ad occuparmi giornalisticamente soprattutto di spettacolo, cultura e territorio. Dal 2007 mi occupo del coordinamento editoriale di <a href="http://www.orcosoana.tv/">ORSO tv</a>, la web tv della Comunità montana Valli Orco e Soana. Il sistema di comunicazione integrato multicanale diffonde contenuti audiovisivi e format locali, generati in parte dagli stessi utenti, attraverso la web tv, il blog e la videocommunity. <strong>Mi hanno attratto soprattutto le possibilità partecipative e comunitarie del web 2.0</strong> e la grande chance, per una piccola comunità di montagna, di mostrare se stessa, il proprio territorio, le proprie feste, far sentire la propria voce, potenzialmente a tutto il mondo. Tutti i contenuti audiovisivi della <a href="http://www.orcosoana.tv/net-tv">web tv</a> sono infatti dedicati ad eventi, attualità, storia, leggende, tradizioni, lingua, identità culturale della gente e del territorio delle Valli Orco e Soana e sono autoprodotti sul territorio per il territorio, con la collaborazione delle associazioni e della popolazione. Il blog di<a href="http://www.orcosoana.tv/blog"> ORSO TV</a> è diventato ormai da tempo la più aggiornata e completa bacheca sugli eventi e le manifestazioni del territorio, grazie al costante apporto delle associazioni locali che vi inseriscono post relativi a quanto viene organizzato nel loro paese. E’ presente anche un grosso<a href="http://www.orcosoana.tv/blog/orso-photo"> archivio fotografico</a> realizzato dagli utenti con immagini davvero splendide sulle Valli. La sezione videocommunity ospita invece video prodotti direttamente dagli utenti, secondo la logica partecipativa del web 2.0. In questo modo chi visita il territorio, anche solo per una escursione, può inviare la propria video-testimonianza.</p>
<p><strong>Un&#8217;attività gratificata dai numeri e dai premi, a quanto mi accenna</strong><strong>vi&#8230;</strong></p>
<p><strong>ORSO TV ha oggi da 17mila a 21mila visitatori al mese</strong>, con una media di oltre 500 visitatori al giorno. ORSO TV ha oltre 400 video caricati solamente nella net tv per un totale di più di 50 ore di contenuti on line. Nel 2007 ORSO TV ha ricevuto il 2° premio al concorso del Formez “la P.A. che si vede” al COMPA di Bologna per la categoria “servizi interattivi”.  Nel 2008 è stata inserita nella top ten delle web tv italiane nell’ambito del concorso “Paese che vai”. Nel 2009 ha ricevuto il premio come migliore web tv italiana “amarcord” nell’ambito del concorso nazionale “Teletopi”, promosso tra gli altri da Nòva Il Sole 24 ore e Università IULM di Milano.  Nel 2010 si è classificata 2° parimerito per la categoria “amarcord” nell’ambito del concorso nazionale “Teletopi”</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2678" title="le web tv partecipanti al concorso Teletopi 2009" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/05/le-web-tv-partecipanti-al-concorso-Teletopi-2009.jpg" alt="" width="481" height="146" /></p>
<p>2) <strong>Dall&#8217;esperienza con Orso Tv approdi alla </strong><strong>FEMI e oggi ne sei coordinat</strong><strong>ore per il Nord Italia. Quante Tv sono coinvolte e quali gli obiettivi?</strong></p>
<p><strong> </strong>La <a href="http://www.femitv.tv ">FEMI</a>, nata nel 2009 come <strong>Federazione Italiana Micro Web TV</strong>, ha oggi circa 200 soci dislocati su tutto il territorio nazionale. FEMI è nata a seguito di una serie di incontri tra le web tv svoltisi all’Università IULM di Milano, grazie al lavoro di monitoraggio e “animazione” del fenomeno, svolto da <strong>Giampaolo Colletti</strong>, giornalista di Nòva Il Sole 24 ore, oggi presidente della Federazione. Il presidente onorario è<strong> Carlo Freccero</strong>, uno dei guru della comunicazione televisiva italiana.<strong> Nella prima assemblea dei soci sono stato eletto rappresentante delle web tv per il nord Italia</strong> e inoltre da fine 2010 mi occupo per FEMI dello sviluppo e attuazione di progetti a finanziamento pubblico con le web tv. Rilevante, da questo punto di vista il <strong>progetto “Italy Plays Science”</strong> che si è classificato primo a livello nazionale e finanziato dalla UE, dedicato alla comunicazione della “Notte dei ricercatori” che si svolgerà il prossimo 23 settembre a Bologna e in altre 16 località italiane e coinvolgerà le più importanti università e centri di ricerca nazionali. FEMI persegue e incentiva una visione della rete libera e plurale, monitora le attuazioni di normative e regolamenti e propone una articolata serie di iniziative di informazione e formazione legate alla comunicazione via web.<strong> FEMI auspica una collaborazione sempre più sinergica e fattiva tra grandi network indipendenti digitali e piccoli e significativi attori del territorio </strong>e organizza e conduce dirette streaming “a rete unificata” coinvolgendo la rete delle web tv socie per la diffusione. In questi casi si raggiungono audience dagli 80.000 ai 120.000 net-spettatori.</p>
<p><strong>3) Che dati di ascolto fanno oggi, in media, le Tv Web?</strong></p>
<p>FEMI raccoglie, tra le altre, web tv di enti pubblici, di videomaker per passione e di giornalisti professionisti, la tv della parrocchia o dell’associazione, la street tv che fa comunicazione indipendente, la tv tematica, con livelli di professionalità e di visibilità ovviamente molto diversi. Stimando una media mensile di visitatori unici per le web tv socie FEMI, <strong>ci attestiamo intorno ai 5.000 per ciascuna web tv</strong>. Se però sommiamo tutti i visitatori di tutte le web tv monitorate dall’<a href="http://www.altratv.tv">Osservatorio</a>, che sono circa 470, otteniamo circa<strong> 475.000 visitatori</strong>. Dunque micro web tv in quanto attente alle realtà micro, ma non tanto micro in quanto ad ascolti….</p>
<p>4) <strong>Come difficoltà principali per lo sviluppo del network, quali riscontri oggi e quali le scommesse future?</strong></p>
<p>La prima difficoltà è l’estrema eterogeneità delle web tv aderenti a FEMI in termini di capacità e ambizioni, obiettivi e strumenti. E’ dunque difficile individuare un percorso di sviluppo e di crescita comune per realtà tanto diverse. Credo però che la pluralità e la diversità sia proprio la ricchezza della Federazione e che <strong>la sua biodiversità comunicativa sia da tutelare</strong>. Il vantaggio competitivo della FEMI è la sua<strong> capillarità, la sua vicinanza al territorio</strong>, alla gente, alla notizia.  La FEMI sta cambiando e si sta trasformando in Federazione Media Digitali Indipendenti, aggregando anche le web radio, gli aggregatori di contenuti UGC e i blog di informazione. Vogliamo quindi diventare la voce della comunicazione indipendente in rete e non solamente la voce delle web tv, questa la scommessa più importante per il futuro</p>
<p>5) <strong>Hai lo spazio per lanciare un appello di interazione ai lettori del Blog di Dunter.</strong></p>
<p>Approfitto e ne lancio due.<br />
1) A coloro che visitano le Valli Orco e Soana e il versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso e che girano immagini digitali (con telecamera o anche solo col telefonino) delle loro escursioni e degli eventi:<strong> mandate i vostri video</strong> a<a href="http://www.orcosoana.tv"> ORSO tv</a>, contattandomi via facebook o via email (franco.ferrero@bbradio.it) per la trasmissione<br />
2) A tutti coloro che sono sul web con una web tv, una web radio, un blog di informazione,<strong> formulo un invito a visitare il sito</strong> FEMI  e se si condividono gli obiettivi iscriversi. Più siamo e più contiamo….</p>
<p><strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ueZGsuOvXlU&amp;feature=related">Dunters don&#8217;t text, but like it.</a></em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da pagina personale a pagina fan: l&#8217;analisi di Dunter</title>
		<link>http://www.dunter.com/da-pagina-personale-a-pagina-fan-lanalisi-di-dunter/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 13:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passare da una pagina personale ad una pagina Fan. Ecco come e i perchè Facebook ha deciso di offrire questa possibilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il proliferare di pagine personali utilizzate per la promozione di attività commerciali e brand, ha creato nel tempo <strong>una piccola grande anomalia in Facebook</strong>.  Lavorandoci quotidianamente, ci risulta palese come la strutturazione dei livelli di interazione da parte del Social Network di Zuckerberg abbiano <strong>l&#8217;obiettivo di ordinare quelle che sono le categorie dei fruitori del portale, di modo che i ruoli siano sempre più chiari e gestibili, </strong>e dall&#8217;altro, evitare agli utenti stessi una continua azione di spamming da parte di aziende da ogni parte del mondo. Facebook, basicamente, è fondato sulle relazioni personali ed è facile intuire, osservando le proprie amicizie sul Social, come la maggior parte siano &#8220;reali&#8221;, o per lo meno, relative ad incontri &#8220;reali&#8221; (anche se occasionali) strettamente collegati alla nostra vita (famiglia, amici, amici di amici, colleghi). Inoltre, sempre analizzando la stragrande maggioranza dei profili, è lampante come sia strettamente riconducibile ad una persona a noi famigliare: nome, cognome e fotografia. Risulta quindi essenziale, <strong>per una concreta customer satisfaction</strong>, che non vi siano &#8220;profili&#8221; generici che si aggirino indisturbati e possano contattare e disturbare la socializzazione in essere: a nessuno di noi, infatti, piace dialogare con un nome generico, non sapendo chi effettivamente ci sia dietro lo schermo a gestirlo in quel preciso istante anche, e <strong>soprattutto, per una questione di privacy dei propri contenuti</strong>. Insomma, anche per un brand non è il massimo presentarsi così. Le pagine Fan, invero, possono interagire con un numero di user maggiore: possono infatti superare la fatidica soglia di 5000 contatti. Inoltre, proprio ultimamente, Facebook ha permesso alle pagine Fan di connettersi ad altre pagine Fan e di poter commentare, quindi, con il proprio brand sui Wall degli altri brand. In questi mesi, lo stesso Facebbok, <strong>ha cancellato migliaia di profili di pagine personali utilizzate impropriamente</strong>. Ma ecco una soluzione ghiotta offerta a tutti coloro si trovino indecisi, rischiando la cancellazione: <strong>da pochi giorni è possibile trasformare la propria pagina personale in pagina Fan. </strong>Una mossa probabilmente decisa in seguito alle proteste degli utenti e, crediamo, anche in base al fatto che &#8220;tout court&#8221; si perdono migliaia di contatti, un boomerang anche per lo stesso FB, che vive e si basa sul proliferare dei contenuti. Prima di descrivere i semplicissimi passaggi con cui si può realizzare la trasformazione, <strong>ci teniamo ad essere chiari su un paio di punti:</strong></p>
<ul>
<li><strong>il passaggio è irriversibile</strong> (ricordiamoci che la scelta opposta è rischiare di perdere tutto da un giorno all&#8217;altro)</li>
<li><strong>i tuoi amici</strong> diventeranno automaticamente Fan della tua nuova pagina</li>
<li><strong>dovrai salvare tutti i tuoi dati</strong> (ad esempio le foto) se no andranno perse. Per questo passaggio ti consigliamo di andare su Facebook a questo indirizzo e cliccare su <a href="https://www.facebook.com/editaccount.php" target="_blank">&#8220;Scarica le tue informazioni&#8221;</a></li>
</ul>
<p>Evidenziate queste precisazioni, <strong>possiamo passare dalla nostra pagina personale alla pagina Fan.</strong></p>
<ol>
<li><strong>Entra</strong> in Facebook con il profilo del brand con il quale vuoi cambiare</li>
<li><strong>Clicca</strong> su questo <a href="http://www.facebook.com/pages/create.php?migrate" target="_blank">link</a></li>
<li><strong>Scegli</strong> la corretta tipologia per la tua attività<a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/04/fan.jpg"><br />
</a></li>
</ol>
<p><strong>Voilà.<a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/04/monetize-facebook-fan-youtube-800X800.jpg"><br />
</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>.DOC, una rivista interattiva per Torino</title>
		<link>http://www.dunter.com/doc-una-rivista-interattiva-per-torino/</link>
		<comments>http://www.dunter.com/doc-una-rivista-interattiva-per-torino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 09:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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		<category><![CDATA[territorio torino]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Una rivista che racconta e struttura idee di sviluppo per il territorio. E un Movimento che cercherà di realizzarle. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La cultura e la tecnologia al servizio della tua città.</strong> Cosa poter immaginare di meglio? Torino ha vissuto, e vive dalla fine degli anni 90, una rivoluzione continua, a tratti inaspettata, radicale. Le logiche di programmazione e progettazione si incuneano nel tessuto sociale e provocano, a domino, effetti virtuosi. Insomma <strong>stimolano</strong> ma fondamentalmente permettono, a coloro che ne hanno a cuore le sorti e la bellezza, di osare e immaginare interrelazioni nuove, dinamiche, sovversive nel migliore dell&#8217;insieme dei risultati possibili: <strong>cambiamento, crescita, restyling, partecipazione.</strong> E così si incrociano, per passione e per lavoro, persone che immaginano, sognano, idealizzano progetti e quadri per la città che verrà. Oggi incontriamo <strong>Aldo Goccione, del Collettivo Housedada</strong>.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>.DOC: territorio speaks for its self. Partiamo dal claim e arriviamo ai contenuti?</strong></span></p>
<p>&#8220;Il territorio parla di se stesso&#8221; mettiamola così, giornalismo partecipato, azioni libere ed indipendenti. <strong>Movimenti che parlano di persone e di territorio.</strong> Bisogna coltivare il nostro giardino <img src='http://www.dunter.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  e noi cerchiamo di farlo senza badare a concetti burocratici o politici, ma solo ad una morale semplice ed estetica. Amiamo le favole e chi le sa inventare.<strong> .Doc cerca storie da raccontare, </strong>cerca persone che vogliano raccontarle <strong>e Movimento</strong><strong> Manifesto trova metodi per promuoverle e renderle più tangibili.</strong> Arte Contemporanea applicata allo sviluppo del territorio, personalità umane che ne riflettono l&#8217;stinto, visioni di città che vorremmo vivere e che siamo pronti a costruire.</p>
<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/02/doc3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2377" title="doc3" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/02/doc3-e1296996227889.jpg" alt="" width="497" height="98" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>E&#8217; descritto come un&#8217;estensione, o un push up, di Progetto Movimento Manifesto. Spiegheresti ai lettori del blog cos&#8217;è?</strong></span></p>
<p><strong> </strong>Movimento Manifesto &#8211; Agenzia per lo Sviluppo Creativo del Territorio &#8211; nasce con l&#8217;obiettivo di &#8220;giocare&#8221; con creatività sugli obiettivi altrui, <strong>inserendosi nelle dinamiche di sviluppo come realtà di supporto.</strong> La necessità è quella di riportare i singoli obiettivi ad una dimensione superiore, contestualizzandoli e, di conseguenza, aumentandone il valore. La convinzione è che gli strumenti principi per la progettazione sul territorio, di qualunque natura essa sia (architettonica, paesaggistica, di servizi, di offerta culturale) debbano essere il dialogo con le realtà vicine e il confronto con quelle equivalenti.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Attualmente è esclusivamente online: mi accennavi che a breve sarà anche cartaceo. Avete già un programa della tiratura e della diffusione?</strong></span></p>
<p>Si, al momento è esclusivamente online, <strong>ma</strong> <strong>da febbraio verrà supportata da un uscita monografica trimestrale. </strong>La versione cartacea cercherà di raccontare in modo più specifico realtà che meritano più dettagli. Per quanto riguarda la tiratura, partiremo con 1000 copie del numero pilota che verrà distribuito nei bookshop e inviato ad istituzioni , artigiani ed addetti ai lavori; le monografie verranno prodotte con una tiratura maggiore ma seguiranno lo stesso tipo di distribuzione.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Siete alla ricerca di sponsor, collaboratori?</strong></span></p>
<p>Siamo riusciti ad arrivare al cartaceo pilota in anticipo sulle nostre aspettative, questo è avvenuto grazie alla partecipazione dei nostri<strong> sponsor che credono, come noi, in modo sempre maggiore, nell&#8217;affermarsi delle azioni imprenditoriali indipendenti  in campo culturale.</strong> Siamo alla ricerca di collaboratori e sponsor per intensificare il processo di ricerca e studio delle realtà presenti sul territorio. Tra le tappe ci sarà la realizzazione sul territorio di alcuni tra i progetti culturali nati su .Doc.</p>
<p>Per chi volesse curiosare e approfondire, <span style="color: #ff0000;"><a href="http://doc.movimentomanifesto.com/index.php/city-vision/55-pic-turin" target="_blank">ecco .DOC</a> </span>.Oh ragazzi, non siamo mica qui ad asciugarci i capelli con l&#8217;iPhone.</p>
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		<title>L’inventore pazzo che ruba i Lego ai bambini.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 11:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un inventore pazzo e stralunato ruba, a manciate, mattoncini ed idee a bimbi di mezzo mondo. Come andrà a finire? Legoclick!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apro il vecchio scatolone <strong>e ritrovo un mondo</strong>. Anzi, dei mondi fatti di astronavi, aerei, laboratori e mondi lunari. Coloratissimi e solidi, ingegnosi e ancora vivi, nonostante il tempo passato. <strong>Lo spunto per questo tuffo nel passato? Il nuovo clip della Lego.</strong></p>
<p>Un anno fa, l&#8217;azienda danese dei sogni componibili, sbarcava in grande stile nel fantastico mondo dei Social Media con la campagna<a href="http://www.legoclick.com/" target="_blank"> <strong>Lego Click</strong></a>: una comunità online nata con l&#8217;obiettivo di mettere insieme <strong>innovatori, creativi, artisti e pensatori </strong>per sviluppare nuove idee legate ai mattoncini.</p>
<p>Il sito fu  progettato per riunire tutte le idee sia in forma scritta, sia con le immagini e sia con i video: il tutto infatti è stato collegato a Twitter, Facebook, Flickr e Youtube per generare continuamente un flusso di idee e un reflusso promozionale. Ad esempio <strong>l&#8217;hashtag #legoclick </strong>viene utilizzato dai novelli designer of game per proporre nuove idee su Twitter.</p>
<p><strong>Il promo dell&#8217;iniziativa fu incentrato su un Inventore Pazzo</strong> che proprio dal Lego rispolverava la sua capacità di creativo e dava un&#8217;accellerata improvvisa alla sua carriera, entrando nella Hall of Fame, in compagnia di <strong>Albert Einstein</strong> (anch&#8217;esso chiaramente chiaramente, in qualche modo, debitore della sua fama ai mattoncini Lego).</p>
<p><strong>Quindi, pochi giorni fa, ecco tornare l&#8217;Inventore Pazzo</strong>, sempre più allampanato e inaspettatamente ladruncolo: rubacchia manciate di Lego (e le idee) di molti bimbi e li porta nel suo laboratorio.<strong> Cosa non si farebbe <em>per un pugno di mattoncini!</em></strong></p>
<p>Il finale, a mio avviso geniale ed omnicomprensivo del progetto e della vision Lego, gustatevelo in santa pace.</p>
<p><object width="680" height="408"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/gC0vb9XDz38"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/gC0vb9XDz38" type="application/x-shockwave-flash" width="680" height="408" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Per chi se lo fosse perso, ecco il primo film della saga Lego Click:</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><object width="680" height="408"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/OinrOnjzH_A"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/OinrOnjzH_A" type="application/x-shockwave-flash" width="680" height="408" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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